De Laurentiis parla della famiglia Napoli e di un sogno chiamato scudetto

0
602

Una lunga intervista, quella concessa oggi pomeriggio da Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, a Radio Kiss Kiss. Dopo l’annuncio dato ieri dal figlio, Luigi De Laurentiis, del progetto per un’app che vuole portare i tifosi più vicini all’universo azzurro, oggi sono le parole del padre a riempire le news Napoli in primo piano.  A Dimaro il patron azzurro è rimasto piacevolmente impressionato dall’affluenza della tifoseria azzurra: “Oggi c’erano tantissimo tifosi e ce ne saranno tanti altri. C’è grande entusiasmo perchè la squadra giocava molto bene. La squadra è quella che giocava molto bene l’anno scorso. Ieri sono stato felice di vedere il francesino (Ounas ndr) inserirsi così bene. Felice che Sarri lo abbia inserito subito in campo. Sarri lo vedo molto sicuro di se stesso e della squadra. Lo vedo un altro uomo. A me fa piacere che le altre squadre si stiano rinforzando. Con Tavecchio vorrei calare il numero di squadre a sedici e magari con una sola retrocessione così da riformulare una B e una C più forte. Abbiamo bisogno di giocatori che provengano non solo dal vivaio ma anche da serie inferiori.”

De Laurentiis: “Napoli sarà protagonista, non solo nel calcio”

Le ultime news Napoli vedono gli azzurri quasi come una grande famiglia ed anche De Laurentiis è d’accordo: “E’ sempre stato il mio modello, anche nel cinema, e forse ci sto riuscendo anche calcisticamente e questa sarà una grande vittoria dato che il calcio è una cosa fondamentale e noi dobbiamo assolutamente – e non parlo per i napoletani juventini ma quelli doc – dare qualcosa in più. Dobbiamo essere come in un abbraccio, come il golfo di Napoli. Sapete perché è bello? Si vede Capri e Ischia, il cerchio si completa e l’orizzonte del mare ti sfugge e ti porta nel nulla. Siamo una realtà circoscritta e in quest’abbraccio serve una bandiera per vincere anche in altri settori. Napoli deve essere protagonista come città in Italia, Europa e nel Mondo.”

De Laurentiis sogna lo scudetto in azzurro: “In passato si diceva di non pronunciare questa parola perché se non l’avessimo vinto avrebbero detto che l’avremmo voluto vincere: ma è normale! Ho sempre pensato a vincere, anche a scuola. Mi ricordo ci mettevano primo, secondo, terzo della classe con una medaglia d’oro, d’argento o di bronzo. La meritocrazia ci contraddistingue come desiderio. Se poi vogliamo appiattirci perché la mediocrità regna sovrana, allora sentiamoci pure tutti uguali, ma senza medaglia non si va da nessuna parte. ”

C’è spazio, nel finale, anche per il commento al gol di Chiriches: “Bellissimo quel gol, una pennellata, siamo rimasti tutti stupiti anche perché quel portierino era pure alto. Devo dire che il Trento mi ha impressionato, giocava ardimentosamente, non era così scontato dominare, all’inizio abbiamo faticato a fargli gol. Sono belle queste formazioni sperimentali, così vediamo chi è piu forte nel primo e nel secondo tempo, mi piace molto. Bravo Sarri”.

Alessandra Curcio

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here