Callejon: “Napoli mi ha cambiato la vita. Sarri è un maestro”

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Getty Images

Questa città mi ha cambiato la vita, dentro e fuori dal campo: qui sono nate le mie due bambine, penso l’aspetto più emozionante sotto il profilo umano. Come calciatore, comincio a farmi vecchietto, qualche capello bianco però sempre tanta fame, quella che abbiamo tutti noi. Sono arrivato che giocavo poco nel Real Madrid e qui ho trovato tanto spazio. Abbiamo vinto pure qualcosa, ma non ci basta. Arrivare qui fu una scoperta, perché uscivo dalla Spagna, ma Napoli mi ha accolto con calore, città straordinaria, dove ci si sente realizzati.”. José Callejon, in una lunga intervista rilasciato sulle pagine dell’edizione odierna del “Corriere dello Sport”, commenta così il suo rapporto con Napoli e il Napoli: un rapporto riempito nell’immediato di amore da ambo le parti.

Il numero 7 azzurro ha poi commentato le voci che vogliono la squadra partenopea come l’anti-Juventus: “Ci prendiamo questo ruolo e ce lo teniamo, senza preoccuparci. Pensiamo di essere una grande squadra, in grado di fare cose grosse. Noi ricominciamo dai 48 punti del girone di ritorno dell’ultimo campionato, quando abbiamo dimostrato di essere arrivati dove forse in pochi pensavano si potesse. Siamo molto vicini alla Juventus, li sentiamo. Poi è chiaro che per vincere servono tanti piccoli particolari. Visto che vincono da sei anni, loro vanno considerati come i favoriti. Ma hanno perso Bonucci, che a me piace tanto e che nel suo ruolo, va detto, è fortissimo, tra i migliori in circolazione”.

Napoli, Callejon: “Sarri è un maestro, Mertens non ha finito di stupire”

Callejon-Mertens-Insigne è uno dei tridenti che fa più paura in Serie A per velocità, tecnica e freddezza sotto porta. Allora lo spagnolo ha analizzato i suoi compagni di squadra e nello specifico proprio i suoi due compagni di reparto: Mertens non ha finito di stupire. Gli auguro di vincere la classifica capocannonieri e l’avrebbe meritato già due mesi fa. Ma esploderà ancora, perché ha margini di miglioramento strepitosi. Insigne è stato quello che mi ha stupito di più, perché è diventato il calciatore italiano più bravo. Ha avuto una evoluzione impressionante e sospetto che sia in grado di migliorarsi ancora. Per me Insigne è enormeSegniamo tanto perché abbiamo un tridente che è fortissimo. Io non so quanti ne abbiano di più diabolici, certo il Real non è messo male ed in giro per il Mondo altri ce ne saranno. Viaggiamo su questi ritmi, ormai, da quattro stagioni. Ma abbiamo altre sorprese, perché siamo nati per attaccare, il nostro calcio è divertimento, è allegria”. 

A ricevere i complimenti dell’esterno spagnolo è stato anche l’allenatore Maurizio Sarri“Il mister ci aiuta a star bene, pure fuori dal campo. È un maestro, non c’è che dire: tatticamente ha portato tante cose buone ed è un maniaco. Ma di noi si fida e questo ci aiuta”. 

Gli esordi con il Real Madrid e gli obiettivi futuri

Blancos sono stati la rampa di lancio per la carriera di Callejon e allora lui non può che ricordarli insieme anche alle due partite di Champions giocate contro di loro con la maglia del Napoli: “Penso alla mia giovinezza, quella è stata casa mia. Ma anche alle due partite di  Champions: mi piacerebbe rigiocarne almeno una, scegliete voi quale – quella d’andata, quella del ritorno – perché è rimasto qualcosa di incompiuto. Poi magari le perdi di nuovo, ci sta, ma la fortuna, in alcuni istanti decisivi, non c’è stata di aiuto. Magari va a finire che ci ricapitano ancora e sarà sempre bello. Prima però abbiamo il preliminare. Sappiamo che sarà un momento-chiave, noi della Champions League non possiamo fare a meno, non vogliamo fare a meno, per noi è un appuntamento irrinunciabile”. 

Sugli obiettivi in maglia azzurri ha poi dichiarato: “Sarebbe bello arrivare a cento gol, a trecento partite almeno. Il gol più bello? €‹Io ricordo quello sbagliato con l’Atalanta, tre anni fa. Ancora mi sto chiedendo: come è successo?”. 

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