Bravo Reina: col Feyenoord ha giocato al top

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Ieri abbiamo visto un Pepe Reina come i tifosi del Napoli vorrebbero sempre ammirare. Lo spagnolo si è prontamente riscattato da quello che agli occhi di tanti era parso un errore di valutazione nel momentaneo 2-2 della SPAL sabato scorso, nell’ennesima gara che gli azzurri hanno saputo raddrizzare con determinazione e mentalità da grande squadra. Contro il Feyenoord si è visto un Reina più concentrato, più cattivo, capace non solo di parare alla grande un calcio di rigore ma anche di denotare sicurezza e prontezza di riflessi in un altro paio di circostanze. Il numero 25 dei partenopei è stato il protagonista dell’estate, prima con il tira e molla sul rinnovo del contratto che non è arrivato e poi con l’improvviso corteggiamento del Paris Saint-Germain, giunto a calciomercato ormai concluso. Un suo si alla faraonica offerta dei francesi avrebbe messo nei guai il Napoli, che non avrebbe potuto avere il tempo materiale per reperire un sostituto di primo piano nell’eventualità di un addio dell’iberico. Reina invece è rimasto, per amore dei tifosi e dello stesso Napoli, per il quale sente di poter dare ancora tanto.

Napoli, Reina è il top quando è concentrato

Sono state giocate appena dieci partite, ma in questo breve lasso di tempo Reina ha saputo far parlare di se tanto nel bene quanto nel male. Le dolenti note riportano il posizionamento errato a Ferrara sulla punizione di Viviani e l’uscita a vuoto, ben più evidente, in occasione di Shakhtar Donetsk-Napoli, partita d’esordio dei campani in Champions League. In quella circostanza Ferreyra riuscì a segnare in maniera indisturbata. Tra le cose belle ecco invece un no a Cerci alla prima di campionato a Verona e soprattutto il volo su una punizione di Verdi in Bologna-Napoli, quando il risultato era ancora sullo 0-0. Di mezzo c’è stata la Lazio e quella sensazione per la quale sul gol di De Vrij, Reina avrebbe potuto fare di più. Ma il 4-1 finale degli azzurri con conseguente presa dell’Olimpico ha cancellato tutto. Ora per il Napoli e per lo stesso Reina bisogna ripartire da qui, dal rigore neutralizzato a Toornstra e dalle grida con cui ha incitato e guidato la difesa. Senza pensare al contratto che scade a giugno.

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