Hamsik: “È ora di raccogliere. Che emozione il coro per me”

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Hamsik centrocampista Napoli
Marek Hamsik © Getty

Marek Hamsik è entrato nella storia del Napoli con un piazzato sotto la traversa nella Torino granata, per poi completare l’opera al San Paolo contro la Sampdoria. Il goal numero 116 del capitano azzurro è quello della storia, che gli ha permesso di superare Diego Armando Maradona. Lo stesso Hamsik ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport partendo dal famoso bagno di Natale a Castel Volturno: “L’acqua è fredda, ma ci divertiamo. Sono già diversi anni che lo facciamo come augurio. Ho rivisto i video dei cori dopo il goal del record, è emozionante. In campo non ti godi tutto perchè c’è subito la palla al centro, ma rivederlo e sentire il mio nome così è stato bello. Essere il bomber di un club è bellissimo per un giocatore, sono contento di averlo fatto nel Napoli, nella squadra a cui tengo tanto. Sono contento. Maradona mi ha mandato un messaggio e lo ringrazio, ho qualcosa in mente ma non lo posso dire. Goal più bello? Ce ne sono stati tanti, con la Juve in finale, forse col Milan palla al piede per 70 metri, ma anche il primo in A con la Sampdoria.” Sul gruppo: “Stiamo insieme da tre anni, la squadra è cambiata pochissimo e questo ci fa crescere ogni mese e ci dà consapevolezza che miglioriamo sempre. Ora è il momento di prendere i frutti, speriamo di arrivare fino alla fine“.

Napoli, Hamsik lo Scudetto e la città

Hamsik ha proseguito: “Non dobbiamo sbagliare partite come quelle di venerdì che è insidiosa, tutti pensano che sia facile ma non è così. Dobbiamo fare il nostro calcio e vincere. Sarri è un malato di calcio, vive di calcio 24h, e ci trasmette la sua passione.” Sul titolo di campioni d’inverno: “Non significa niente, per sfortuna non siamo in Argentina dove c’è apertura e clausura e non ci daranno la coppa. Nel 2017 abbiamo fatto più punti di tutti, purtroppo ci manca il titolo altrimenti era da 10 in pagella. Speriamo che il 2018 sia l’anno giusto, lo speriamo tutti. In futuro per un paio di anni vorrei dedicarmi ad altro, viaggiare, non solo per gli stadi, poi dedicarmi anche alla mia scuola calcio”. Lo slovacco ha poi parlato della corsa al titolo: “Sono ancora tutte in pochi punti, la lotta è tra quattro squadre. Speriamo che presto la classifica si allungherà di più e vediamo chi ci sarà lì fino alla fine. Le prossime tre sono favorevoli, dobbiamo sfruttarlo al massimo. Da calciatore nessuno ti fa sentire come i tifosi del Napoli. Non conoscevo bene la storia del Napoli, l’ho capito quando sono arrivato, c’era la contestazione ed ho capito che si vive di calcio. Lo stadio non è moderno, ma da subito quando lo affrontai in B vidi che c’erano 60mila che ci tenevano tanto”.

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