Albiol: “Vorrei regalare lo Scudetto a Napoli. Cresciuto grazie a Sarri”

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Albiol
Albiol © Getty Images
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Conclusa la sosta invernale, il Napoli è tornato a riunirsi e a lavorare in vista del prossimo impegno di campionato che vedrà gli azzurri di scena sul campo dell’Atalanta. Questa pausa è stata utile per consentire a diversi giocatori di riposarsi per affrontare al meglio i numerosi prossimi impegni che attendono loro. Tra i calciatori che hanno brillato maggiormente in questa prima parte di stagione possiamo certamente annoverare Raul Albiol che, insieme a Koulibaly, ha messo in piedi una diga difensiva quasi insuperabile. Il difensore del Napoli ha rilasciato una intervista ai microfoni di “TV Luna” dove ha parlato a 360 gradi del suo momento in azzurro. Il giocatore si è prima soffermato sull’argomento sosta e sul ritorno al lavoro: “Vacanze utili ma non per il mister (ride,ndr), lui vorrebbe sempre continuare ad allenare. Siamo tornati per lavorare e preparare tutto quello che manca. Noi che siamo sempre fuori, poter stare adesso con i nostri bambini credo che sia un’ottima cosa. Ma adesso possiamo tornare con la testa al calcio”. 

Napoli, Albiol racconta l’importanza della famiglia e l’amore per Napoli

Devo tanto a mia moglie ed ai miei figli per la tranquillità che mi danno ogni giorno, loro sono sempre al mio fianco nei momento sia positivi che negativi. Sono felici qua: il maschietto è tifoso del Napoli e vuole stare qui, non vuole tornare in Spagna. Per capire Napoli devi abitarci, è una città speciale dove senti tutto l’amore che ti dà la gente, e per un giocatore è bellissimo. Per noi e la nostra famiglia è bellissimo avere tutto questo affetto, è difficile uscire da Napoli come è difficile arrivarci. Sono anni che non dimenticherò mai. Esci in strada e subito ti vengono a chiedere foto e maglia, sopratutto quando sei con la famiglia e vuoi stare tranquillo ma è normale, i tifosi sono innamorati di Napoli ed anche questo è bellissimo. E’ una bella malattia”.

La prossima sfida contro l’Atalanta

Il difensore spagnolo si è successivamente soffermato sul prossimo impegno di domenica contro l’Atalanta: “Sappiamo le difficoltà di giocare a Bergamo, e questo è bello per un calciatore. Abbiamo visto i nostri limiti nel creare gioco contro l’Atalanta, dobbiamo essere pronti e sapere che sarà molto difficile, questo porterà motivazione. E’ una squadra diversa che gioca con tanta fisicità ed a uomo. Stanno facendo benissimo con buoni giocatori e voglia di fare grandi cose, affrontarli adesso è difficile. Abbiamo il necessario per vincere ma dobbiamo essere concentrati ed attenti, dobbiamo capire che non possiamo concedere niente”.

Obiettivo scudetto

L’ex Real ha poi parlato del sogno Tricolore per il Napoli: “Si può arrivare in tutti i modi a vincere il Titolo, abbiamo visto squadre trionfare giocando in maniera difensiva, altre palleggiando. Noi abbiamo questo gioco e dobbiamo esprimerlo al massimo con alti ritmi: vincere così è più bello. Il bel gioco va bene, ma alla fine contano i risultati. Per noi sarebbe un sogno conquistare lo scudetto. Noi non possiamo essere favoriti, l’ultima volta il Napoli lo ha vinto 25 anni fa. Siamo primi ma è difficile. La forza del Napoli è la squadra. Noi vogliamo fare di tutto per avverare il sogno della città. Anche Inter e Roma stanno facendo fatica a questo ritmo, ma sappiamo bene che la Juventus è la favorita”.

Il rapporto con Sarri

Albiol ha concluso l’intervista parlando dell’allenatore azzurro: “Nel calcio tutti i giorni ti fanno vedere cose nuove, quando Sarri è arrivato qui ci ha fatto vedere cose importanti di questo sport, anche una rimessa laterale o le stronzate a cui non si da importanza. Ci ha fatto capire di non perdere di vista il pallone nemmeno per un secondo. La mentalità è vincere, penso che la squadra lo abbia capito. Siamo migliorati ogni anno con lui, manca solo il finale, ovvero alzare un titolo. Ho sempre rispettato gli allenatori anche quando non giocavo a Madrid, posso essere d’accordo o meno ma li rispetto sempre, sono più grandi di me ed hanno visto più calcio di me. Quando mi ha parlato per la prima volta subito ho capito che capiva di calcio, Maurizio è intelligente e mi è piaciuto. Lui mi ha fatto migliorare e per me questo è importante!”.

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