Van Basten “fa l’omm” invece di sputare veleno…

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di Manuel Parlato

Marco Van Basten è stato forse uno tra i più grandi attaccanti della storia del calcio moderno. Al Milan vinse di tutto e di più. Scudetti e coppe. In 147 presenze 90 gol, roba da goleador leggendari. Negli anni a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta quel Milan stellare creato da Berlusconi diede vita ad una delle sfide più belle del calcio italiano. Il Napoli di Maradona, Careca, Alemao, contro il Milan dei Tulipani Gullit, Rjikaard e Van Basten, detto il Cigno di Utrecht. Pallone d’oro tre volte, campione d’Europa con l’Olanda nel 1988. Quattro gol in una partita di Coppa dei Campioni contro il Goteborg il 25 novembre 1992 al Meazza con una rete in rovesciata.

Da uno come lui a distanza di anni ci si aspetta qualcosa di diverso, di sano, e non il veleno contro tutti e tutto. In primis contro il calcio italiano, poi il Napoli e quello lo scudetto “rubato”, ed ancora parole velenose riservate al suo ex allenatore Arrigo Sacchi. Accuse pesantissime anche per l’ex arbitro Rosario Lo Bello che diresse il Milan nella Fatal Verona. Colui, che secondo Van Basten avrebbe fatto di tutto per far perdere i rossoneri ed agevolare il Napoli, soprattutto il sistema che a sua volta avrebbe voluto due squadre in coppa dei Campioni.

Bisogna ricordare a Van Basten innanzi tutto quel gol non dato a Lorenzo Marronaro in Bologna Milan piuttosto che la monetina su Alemao in Atalanta Napoli. Ricordi Marco?

Fortuna ci abbia pensato Lo Bello a mettere le cose in chiaro ricordando a Van Basten non solo quando il San Paolo tutto applaudì il Milan nel 1987-88 che vinse sul Napoli più forte di tutti i tempi per 3-2, rimontando 5 punti in 5 partite quando una vittoria valeva appena due punti e non tre. Ed inoltre, che prima di essere campioni bisogna essere “Omm”. Tradotto: uomini. Capito Marco Van Basten?

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