Nel Napoli non vuole rinnovare nessuno: è un problema o una soluzione, dipende dai punti di vista
La situazione che sta vivendo il Napoli in questa sessione di mercato è atipica, per quello che ha fatto Aurelio De Laurentiis negli ultimi anni. Dopo una serie di risultati importanti, in cui è mancata la vittoria dello scudetto o dell’Europa League, il presidente del club partenopeo ha optato per una soluzione precisa: puntare su calciatori più giovani, con nuovi stimoli, seguendo l’esempio del Milan campione d’Italia.
E’ chiaro, però, che si perde in qualità. Ospina, Koulibaly, Insigne e Mertens sono andati via. Mezza squadra, di quella che “sa come si fa” nello spogliatoio e in campo. Non c’è bisogno di tante presentazioni sulle qualità tecniche e umane dei suddetti, lo ha anche affermato Spalletti in più di un’occasione davanti alle telecamere. Il prossimo che non rinnoverà il contratto è Fabian Ruiz, in scadenza 2023. Lo spagnolo si libererà a zero e raggiungerà, probabilmente, una delle top 3 della Liga. I motivi possono essere diversi, ciò che convince è la mancanza di forza e voglia del Napoli di puntare al successo.
I quattro nominati in precedenza erano calciatori che nello spogliatoio si facevano sentire eccome. Leader tecnici e umani, come già detto. Il capitano è diventato Giovanni Di Lorenzo e a guide sono stati ‘promossi’ i vari Mario Rui e Juan Jesus: forti, certo, ma di livello inferiore rispetto a quelli andati via. Nel Napoli non rinnova nessuno perché De Laurentiis ha deciso di ridimensionare il parco giocatore, perché il club non farà quel passo in avanti che negli anni scorsi avrebbe permesso la vittoria dello scudetto.
La personalità di De Laurentiis è un fattore determinante. Offerte verbali, considerazioni sugli africani, modi più che discutibili, dichiarazioni su vil moneta e napoletanità. Ogni allenatore ha avuto problemi col “presidentissimo”, figurarsi i calciatori, che alla prima buona occasione hanno preferito andar via. E il ruolo di primatista del club ora non è più in discussione.
L’uomo simbolo del Napoli ora è il presidente, non lo è nemmeno Osimhen che -nonostante sia un grandissimo attaccante- come leader non è al livello degli epurati. Luciano Spalletti dovrà ricostruire una squadra smantellata dei suoi uomini migliori. La sensazione è che, però, l’allenatore lascerà a fine anno con il club che dovrà iniziare un nuovo capitolo che, dovesse andar bene, durerà al massimo un paio d’anni. Perché nel Napoli non rinnova nessuno.
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