Il Napoli batte il Lecce, ma al di là dei tre punti la prestazione non ha soddisfatto nessuno. La ‘Gazzetta dello Sport’ individua i motivi della crisi.
Vince ma non convince, la squadra di Spalletti. Ieri a Lecce era una partita che il Napoli doveva vincere, a prescindere da tutto, per mettersi alle spalle anche psicologicamente il crollo contro il Milan. Ma è stato evidente a tutti che il Napoli debba ancora ritrovare la forma migliore. La squadra di Spalletti non sembra avere la convinzione e il ritmo che ha tenuto nel resto della stagione, e in molti si chiedono cosa sia successo ai partenopei.
L’assenza di Osimhen si fa sentire, in una squadra in cui il nigeriano ha coperto quasi un terzo delle reti complessive in campionato (21 su 66). Simeone, celebrato a lungo per la sua media realizzativa, in queste ultime due uscite è rimasto a secco, e ora è pure infortunato. Una situazione che preoccupa, in vista della doppia sfida, di nuovo contro il Milan, ai quarti di finale di Champions League.
Ieri contro il Lecce c’è voluto un autogol di Gallo per decidere la partita, e il Napoli in generale non è sembrato avere la fluidità di gioco rispetto al passato. “Una partita così il Napoli vero l’avrebbe chiusa e sepolta nel primo tempo” affonda il colpo, oggi, ‘La Gazzetta dello Sport’. Il quotidiano rosa ha analizzato il match di ieri sera dei ragazzi di Spalletti, mettendo in evidenza quelli che sono stati i difetti degli azzurri. Vediamo quali sono le due cause principali di questa involuzione del Napoli.
Risultato in bilico fino all’ultimo in Lecce-Napoli di venerdì sera, che vedeva la capolista contro la sedicesima della Serie A. Uno scontro sulla carta agevole, che però ha riservato diverse difficoltà alla formazione campana. Questa nuova versione del Napoli, dice la ‘Gazzetta dello Sport’, “sembra aver dimenticato tutti i principi di gioco” che abbiamo visto nel corso della stagione.
La prima causa, spiega il quotidiano milanese, è la stanchezza. Il Napoli ha sempre fatto pochissimo turnover, e anche ieri Spalletti ha inserito come nuovi solo Elmas e Raspadori. Giocano “sempre gli stessi, che adesso sono meno lucidi”. La seconda ragione delle difficoltà dei partenopei è invece da ricercare nelle distanze tra i reparti, “molto meno rigorose” rispetto a prima. Solo Spalletti e i suoi ragazzi, a questo, punto, sono in grado di invertire la rotta.
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