Altro straziante lutto in questo inizio di 2024 sempre più funereo per il calcio italiano: addio anche all’iconico allenatore
Prosegue l’omaggio dei sardi a Gigi Riva, il più grande attaccante italiano del Secondo Dopoguerra scomparso il 22 gennaio all’età di 79 anni.
Oltre 30 mila persone, in un mare di bandiere e sciarpe rossoblù, hanno assistito, assiepati sul sagrato della Basilica di Nostra Signora di Bonaria, alle esequie di “Rombo di tuono’, officiate dall’Arcivescovo metropolitano di Cagliari Giuseppe Baturi.
Ebbene, non si arresta la processione del popolo sardo al Cimitero Monumentale di Bonaria di Cagliari per sostare, in religioso e composto silenzio, davanti alla cappella dove riposa ‘Rombo di tuono’ come per capacitarsi che per davvero l’eroe che a suon di gol ha riscattato un’intera Regione dalla sua condizione di marginalità non c’è più.
Un senso di incredulità e di ‘abbandono’ che inevitabilmente si sperimenta quando a lasciarci sono un autentico mito come Gigi Riva e un iconico allenatore per quello che è l’ennesimo lutto in questo inizio di 2024 sempre più funereo per il calcio italiano.
Si è spento a soli 51 anni l’ex allenatore e calciatore della Puteolana, Corrado Sorrentino, che ha allenato i granata sotto la presidenza Di Marino nel 2012. L’ex allenatore, dopo aver combattuto strenuamente per anni così come faceva quando calcava il manto erboso degli stadi, si è arreso a una grave malattia.
Proprio questo implacabile male lo ha costretto ad allontanarsi dal mondo del calcio di cui ha fatto parte sin da quando era un bambino, con la sua famiglia che ha mantenuto il più stretto riserbo sulle sue condizioni di salute.
Ma mister Corrado Sorrentino ha legato il suo nome non solo alla Puteolana visto che è stato prima calciatore e poi allenatore dell’Internapoli. Comunque, sia il club flegreo sia la società dei Camaldoli, zona collinare di Napoli, hanno avuto modo di apprezzare quelle qualità umane e professionali, la serietà e la determinazione, che erano il marchio di fabbrica di Corrado Sorrentino che non amava stare sotto i riflettori e che, pertanto, alle luci della ribalta preferiva il duro lavoro per raggiungere gli obiettivi che gli venivano assegnati.
Un grave perdita, dunque, la prematura scomparsa di mister Corrado Sorrentino, non solo per il calcio campano, con i tifosi, senza distinzione di fede calcistica, e tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato, prima come uomo e poi come calciatore e allenatore, che si stringono attorno a sua moglie e ai suoi figli. Buon viaggio, mister.
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