La Lazio alle prese con una complicata grana da risolvere. Un giocatore è finito in crisi e non riesce a rilanciarsi. La decisione di Sarri.
Il cammino della Lazio, in questa prima parte di campionato, è stato in chiaroscuro. In campionato i biancocelesti sono quarti a -3 dal Milan secondo mentre in Europa League è arrivata una clamorosa eliminazione già nella fase a gironi, con conseguente retrocessione in Conference. Da gennaio in poi i capitolini saranno quindi chiamati ad esprimersi ad alti livelli con maggiore continuità. Il clima all’interno dell’ambiente, al momento però, non è proprio dei migliori.
Sono infatti due le grane che il club sta cercando di gestire in questi giorni. La prima vede protagonista suo malgrado Luis Alberto, scivolato ormai indietro nelle gerarchie di Maurizio Sarri. Il rapporto tra i due è diventato quanto mai freddo, con il tecnico che ha chiesto alla propria dirigenza di venderlo a gennaio in modo tale da incamerare risorse fresche da destinare a profili a lui maggiormente graditi.
Il direttore sportivo Igli Tare, in un primo momento, ha provato a mediare al fine di ricucire lo strappo tuttavia la diplomazia non ha prodotto la fumata bianca. Da qui l’inevitabile decisione di scandagliare il mercato, alla ricerca di una società interessata ad ingaggiarlo. Fiorentina e Siviglia hanno fatto qualche timido passo in avanti ma fin qui alla Lazio non è arrivata alcun offerta ufficiale. Il secondo caso, invece, riguarda Luis Maximiano.
Il portiere, preso in estate dal Granada per circa 10 milioni, non è ancora riuscito a rilanciarsi dopo il debutto da incubo con la maglia biancoceleste (espulsione dopo 5 minuti contro il Bologna). Un vero e proprio “trauma psicologico”, stando a quanto riportato nell’edizione odierna de ‘Il Messaggero’, che gli ha fatto perdere certezze e sicurezza negli interventi. Sarri, dal canto suo, vorrebbe rispedirlo in Spagna già alla riapertura del mercato tenendo Marius Adamonis come vice di Ivan Provedel.
Opzione poco gradita, questa, dal presidente Lotito e da Tare. I quali, alla luce dell’investimento non banale per le casse capitoline effettuato nella scorsa estate, sperano in un suo pronto rilancio nel 2023. Ora, intanto, c’è da registrare la grave crisi da cui non riesce ad uscire. L’avventura in Italia, Maximiano, se l’immagina diametralmente opposto. Da un potenziale sogno ad incubo ad occhi aperti.
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