Insigne, in un’intervista, ha parlato del Napoli incensando il lavoro fatto da Spalletti e sottolineando la crescita di un ex compagna.
I timori estivi, espressi da una larga fetta della tifoseria dopo l’addio dei 4 senatori, appartengono al passato. Il Napoli, infatti, in questa stagione ha dimostrato di essere ancora più competitivo rispetto al passato e di poter conquistare lo scudetto. La marcia della squadra di Luciano Spalletti è stata ottima e dopo il passo falso dell’Inter ieri con l’Empoli il traguardo appare meno distante. Stasera toccherà al Milan ma intanto, nell’ambiente partenopeo, il morale è a mille.
I meriti dell’attuale striscia di risultati utili sono da spartire equamente tra proprietà ed allenatore. Il presidente Aurelio De Laurentiis e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, ad esempio, hanno rimpiazzato Lorenzo Insigne, Dries Mertenz, Kalidou Koulibaly e Fabian Ruiz puntando su giovani di talento e affamati di gloria. La scelta di ingaggiare elementi del calibro di Kim Min-jae e Khvicha Kvaratskhelia ha consentito non soltanto di garantire alla rosa linfa nuova ma contenere pure le spese.
Il mister originario di Certaldo, invece, è riuscito a conferire in poco tempo una precisa identità di gioco alla propria formazione. Insegnamenti che si traducono poi in campo. Ogni calciatore impiegato sa bene cosa deve fare per rendersi utile alla causa ed aiutare i compagni. Un’orchestra perfetta che in Serie A ed in Champions League non ha conosciuto ostacoli e che nelle prossime settimane punta a regalare ai tifosi quante più gioie possibili. Oggi a parlare del Napoli ci ha pensato Lorenzo Insigne.
L’ex capitano, oggi a Torino, nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, ha voluto incensare il lavoro fatto da Spalletti. “sa perfettamente quali corde toccare con i calciatori. Devo fare i complimenti al tecnico e a tutto lo staff, perché la condizione fisica è impressionante”. Tra i meriti dell’allenatore, quello di aver rilanciato Stanislav Lobotka. “Sta facendo cose pazzesche. Quando c’ero io, non era il giocatore che è adesso”.
Inevitabile, poi, la domanda sullo scudetto che a Napoli manca dalla stagione 1989-90. “Non sarò io a sbilanciarmi, ne abbiamo passate troppe e preferisco rifugiarmi nella scaramanzia. Ma sono il primo tifoso”. Il tifosi del Napoli possono sognare ad occhi aperti. Mai come quest’anno la conquista del tricolore appare possibili. Ed in Champions, con un ottavo di finale in vista non troppo ostico, l’obiettivo è quello di andare più avanti possibile e continuare a stupire l’Europa.
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