Sei viaggi lontano dal Maradona per mettere al sicuro un posto in Champions League. Il Napoli entra nella fase decisiva della stagione partendo dalla trasferta di Bergamo contro l’Atalanta, primo crocevia di un ciclo che dirà molto sulle ambizioni della squadra di Antonio Conte.
I numeri raccontano una doppia faccia. In casa gli azzurri viaggiano a ritmo altissimo: 2,33 punti di media e 23 partite consecutive senza sconfitte in Serie A, striscia che eguaglia quella dell’era Maradona tra il 1986 e il 1988. Fuori, invece, il rendimento scende a 1,69 punti a gara, con sette vittorie ma anche cinque ko e un pareggio, per un totale di diciassette punti lasciati per strada.

Le cadute contro Torino, Bologna e Udinese hanno frenato la corsa, mentre l’unico pareggio esterno di rilievo è arrivato a gennaio contro l’Inter. A Bergamo, però, il Napoli si presenta con un dato incoraggiante: la solidità negli scontri diretti.
Contro le big, infatti, gli azzurri hanno raccolto undici punti grazie ai successi contro Inter, Juventus e Roma, con le sole sconfitte maturate in trasferta contro Milan e Juve. L’Atalanta, stabilmente in zona europea e ancora in corsa per la Champions, rappresenta un banco di prova importante. All’andata finì 3-1 per il Napoli, nella gara che segnò la svolta tattica dopo la sosta di novembre.
Conte tra scelte obbligate e ritorni chiave
Sul piano della formazione, Conte prepara l’assalto alla Dea con qualche nodo da sciogliere. Rrahmani resta indisponibile, mentre Juan Jesus tornerà in difesa dopo la squalifica scontata con la Roma. Con lui Beukema e Buongiorno davanti a Milinkovic-Savic.
Sugli esterni si rivedrà Politano dal primo minuto, con Spinazzola sull’altra corsia. In mezzo Lobotka attende di conoscere il partner, con Gilmour tornato a disposizione e McTominay da valutare. In attacco, Elmas è pronto a partire dal primo minuto, mentre restano aperti i ballottaggi per completare il tridente.
Il calendario propone ancora Milan e Lazio come ostacoli di alto livello, poi sfide sulla carta più abbordabili ma non prive di insidie. I pareggi interni contro Verona e Parma a inizio 2026 insegnano che nessuna gara è scontata. Per blindare la zona Champions serviranno continuità, concentrazione e un rendimento esterno più incisivo. Bergamo è solo il primo passo.





