😱 Caos Juventus, i tifosi tremano: arrivano le parole dell’avvocato

Continua il terremoto in casa Juventus per quanto avvenuto a seguito delle dimissioni di Agnelli e co.: arrivano le parole dell’avvocato.

Per la Juventus saranno, a partire dalla serata di ieri, giorni di scombussolamento. Il nuovo presidente del club bianconero è stato scelto e comunicato da Exor. Ma i tifosi continuano ad essere preoccupati. Queste le parole dell’avvocato.

Elkann con l’espressione preoccupata Juventus
John Elkann con l’espressione preoccupata (ANSA Foto) UltimeCalcioNapoli.it

Ai microfoni di ‘Calciomercato.it’, ha perciò parlato così di quanto sta avvenendo in casa Juventus l’avvocato Pierfilippo Capello: “Intanto, bisogna fare premessa: siamo sicuri che il procuratore abbia chiesto gli atti solo per la questione delle plusvalenze e non per altro? Una delle questioni sul tavolo è quella degli stipendi. Anche questi comportamenti, ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Torino, potrebbero avere poi rilevanza in ambito sportivo”.

“Qualora – ha aggiunto – la Covisoc, organo della FIGC preposto al monitoraggio della situazione economico-finanziaria delle società calcistiche, abbia avuto informazioni non corrette, ci sarebbe una rilevanza. Devono essere veritiere, se risultasse il contrario dall’indagine della Procura della Repubblica, potrebbe avere rilevanza e su questo non c’è mai stato alcun procedimento”.

Agnelli preoccupato Juventus
Andrea Agnelli preoccupato dopo quanto avvenuto con la Juventus (ANSA Foto) UltimeCalcioNapoli.it

Juventus, il punto della situazione dell’avvocato Capello sul caso plusvalenze: ecco cosa può succedere

Il processo per le presunte plusvalenze è stato, tuttavia, chiuso e a tal proposito l’avvocato Capello ha aggiunto a ‘Calciomercato.it’: “Non sarà facile per il procuratore federale provare a riprocessare la Juve, intesa come società, per la stessa questione. È un grosso ostacolo per il procuratore. Per me, sarà difficile vedere nuovamente la Juve a processo per la questione plusvalenze“.

Diversa, invece – ha riferito in conclusione – è la posizione dei singoli tesserati. Essi hanno l’obbligo di dire la verità, non nascondere niente e rispondere ai principi di lealtà e buona fede. Se emergessero cose diverse rispetto al primo processo, la loro posizione diventerebbe discutibile. Poi, chiaramente, sarà da capire cosa verrà contestato ai singoli, perché in quel caso entrerebbe in gioco anche la responsabilità oggettiva della società”.

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