De Laurentiis, ancora guerra alla Lega: spunta una nuova proposta

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis torna a ruggire: questa volta il patron azzurro punta su un importante ritorno al passato

Sono giorni di proposte, tensioni e polemiche tra Aurelio De Laurentiis e l’establishment del calcio italiano. Il presidente del Napoli punta ad una rivoluzione. Già nei giorni scorsi, l’imprenditore napoletano ha sbattuto i pugni sul tavolo minacciando di uscire dalla Figc.

De Laurentiis valuta una nuova proposta da discutere in Lega
De Laurentiis valuta una nuova proposta da discutere in Lega (Ansa Foto) UltimeCalcioNapoli.it

Adesso, il massimo dirigente partenopeo chiede un altro accorgimento alla Lega di Serie A. Questa volta l’attenzione di Aurelio De Laurentiis si concentra sul numero di squadre impegnate nel massimo campionato italiano. A parlare della sua visione è stato ‘Il Mattino’ nell’edizione odierna.

Il presidente De Laurentiis propone di ridurre il numero dei club di Serie A
Il presidente De Laurentiis propone di ridurre il numero dei club di Serie A (LaPresse) UltimeCalcioNapoli.it

Napoli, De Laurentiis spinge per la riforma: il presidente azzurro vuole una Serie A a 16 o 18 squadre

Il presidente Aurelio De Laurentiis è sempre in prima linea quando si parla di riformare il calcio italiano. Nell’ultima assemblea di Lega, in cui sarà dato spazio al discorso relativo alle riforme, il patron del Napoli punterà sulla riduzione del numero delle squadre in Serie A.

De Laurentiis spera di convincere i suoi colleghi per rivedere il format del campionato. L’idea di De Laurentiis è quella di abbassare il numero delle formazioni presenti nel massimo campionato, scendendo così a 18 o ancora a 16 squadre.

Secondo il suo pensiero, infatti, il sistema non regge un campionato così. Questo perché, oltre alla competitività e al budget, il divario della qualità dei giocatori di grandi e piccole è molto ampio e questo genera inoltre un abbassamento del livello generale accentuato poi dal know-how di competenze che non è uguale tra i dirigenti e i presidenti.

La Lega di Serie A ha però alzato un muro di fronte a questa possibilità. Lo ha fatto soprattutto per un motivo: meno squadre equivale a un numero minore di partite. E pertanto anche meno weekend calcistici. Ciò favorirebbe altri campionati nella vendita dei diritti televisivi. La Cbs, ad esempio, rivedrebbe al ribasso il proprio compenso. Il campionato di Serie A è salito a 20 squadre a partire dalla stagione 2004-2005.

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